Recensione: Dead Island

Una vacanza da sogno trasformata in un incubo che sembra scritto e diretto da Romero: uscirne vivi non sarà facile. Con queste premesse, Dead Island giunge sugli scaffali di tutti i negozi, pronto a farci provare le...
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Una vacanza da sogno trasformata in un incubo che sembra scritto e diretto da Romero: uscirne vivi non sarà facile. Con queste premesse, Dead Island giunge sugli scaffali di tutti i negozi, pronto a farci provare le atmosfere inquietanti dei più famosi zombie-movies.

Il titolo ha una storia travagliata: annunciato nel 2007, è stato cancellato per essere poi riesumato dai ragazzi di Techland nel 2010 ed è stato finalmente pubblicato nel corso del corrente anno. Il Royal Palms Resort è una struttura situata sull’isola di Banoi, sita in Nuova Guinea. Qui è possibile rilassarsi, un luogo meraviglioso che finisce per diventare una trappola mortale a causa dei morti viventi che presto scenderanno per le strade per renderci la vita difficile. Ce la faremo a sopravvivere?

Definire Dead Island è complicato: ci troviamo di fronte ad un ibrido che prende ispirazione da parecchi titoli e non ha quindi una definizione precisa; veniamo a contatto con elementi di un GdR (dati i molti drop ed il sistema di avanzamento di livello), di un FPS (visto i continui scontri a fuoco o all’arma bianca) e, ovviamente, di un survival horror.

Una volta introdotto il dvd nel lettore della nostra console, ci ritroveremo proiettati subito al centro dell’azione, con gli zombie che hanno invaso l’hotel che ci ospita e con il nostro protagonista subito in pericolo di vita; incontrando i vari sopravvissuti, avremo la possibilità di acquisire delle missioni (principali e secondarie) che, purtroppo, risulteranno essere piuttosto simili tra loro: bisognerà andare da un punto A, verso un punto B (a piedi o con l’aiuto di alcuni mezzi di trasporto), compiendo una certa azione e tornando nuovamente al punto A per la ricompensa.

La longevità, nonostante la ripetività, si attesta fortunatamente verso le 20 ore e un altro elemento molto positivo e divertente, è la possibilità di creare nuove armi unendo differenti materiali tra loro, un’idea che strizza l’occhio all’opzione già vista in Dead Rising. Il multiplayer, frenetico e ben realizzato, ci permette di affrontare in quattro le spaventose missioni con l’aiuto dei nostri amici.

Dopo aver illustrato i punti di forza del titolo, passiamo in rassegna alcuni aspetti negativi; uno di questi balza subito all’occhio, il Chrome Engine non sembra all’altezza dei tempi e quindi il comparto grafico è piuttosto carente e, inoltre, il gioco presenta alcuni bug che ci costringeranno ad un riavvio forzato della console per portare a termine alcune missioni.

La tensione, purtroppo, viene anche smorzata dalla procedura di respawn, che permette di rientrare in gioco qualche secondo dopo essere stati uccisi, pagando semplicemente qualche dollaro.

Dead Island è un titolo che mi sento di consigliare agli appassionati di zombie-movie e di survival horror, ma anche a coloro che apprezzano gli FPS con modalità cooperativa. Il prodotto non presenta novità, ma riunisce ottime idee già viste e le sviluppa in maniera interessante, godendo di una longevità piuttosto elevata anche se è afflitto da alcune imperfezioni grafiche e di programmazione.

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About Tencar

Geek e nerd, informatico a tempo perso, con la passione per cinema, telefilm, fumetti, libri, calcio, boardgames e videogames: ama il flame ed adora terminare le discussioni davanti ad una sessione di Call of Duty o Fifa.